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Piccola tavola a olio (39 × 21 cm) che Pietro Perugino dipinge verso il 1483, oggi al Louvre di Parigi. Sullo sfondo di una campagna tersa, il dio della musica, in piedi e sostenuto da un bastone, presta orecchio al suono prodotto dal giovane pastore Dafni, suo amato. Il soggetto nasce nel clima intellettuale della cerchia di Lorenzo de' Medici (il Magnifico): entrambi i personaggi alludono infatti a lui, Apollo alla sua passione per la poesia e la musica, Dafni perché il poeta Naldo Naldi aveva già paragonato a questo pastore il signore di Firenze.
Nato a Città della Pieve verso il 1450, Pietro Vannucci si forma in Umbria sull'esempio indiretto di Domenico Veneziano, Beato Angelico e Piero della Francesca, da cui gli viene il gusto per i colori chiari e luminosi. Trasferitosi a Firenze nel 1470, lavora presso Andrea Verrocchio: qui l'esercizio sul corpo umano e sul modello vivente gli dà una linea più precisa.
I corpi idealizzati e anatomicamente perfetti dei due protagonisti derivano da statue antiche, conosciute attraverso copie romane: per il dio il modello è l'Hermes prassitelico, per il pastore un personaggio seduto che si fa risalire all'ambito lisippeo. Le figure, silenziose e prive di gesti enfatici, sono modellate con passaggi di tono graduali e collocate in un ampio spazio aperto: l'equilibrio dell'impianto comunica una calma meditativa che il pittore porta con sé in ogni tema, religioso o profano.