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Tavola d'altare a tempera e oro (175 × 103 cm) eseguita a quattro mani da Masaccio e Masolino da Panicale intorno al 1424-1425 per Sant'Ambrogio a Firenze; oggi è agli Uffizi. Il nome, «Metterza», indica la posizione di sant'Anna, «messa per terza» sopra la Vergine e il Bambino secondo l'iconografia tradizionale. Anna e Maria occupano un seggio a doppio gradino, la prima più in alto e più indietro; dietro di loro un telo fiorato, tenuto da tre angeli, interrompe la superficie dorata dello sfondo e chiude il gruppo in una forma a piramide.
Dal 1423 circa il giovane Masaccio lavora a Firenze accanto a Masolino. I due raggiungono una notevole omogeneità, ma ciascuno conserva la propria personalità, e questa pala mostra con chiarezza come intendano in modo diverso il passaggio dal gusto tradizionale alle novità del Rinascimento.
A Masolino, il più anziano dei due, spettano la santa, che allunga una mano esitante sopra il nipote come per ripararlo, e quattro degli angeli: figure eleganti e sinuose, che però sembrano non avere peso. Si riconoscono invece come masacceschi la Vergine, il Figlio e il messaggero celeste nell'angolo superiore destro: corpi saldamente collocati nello spazio, costruiti per volumi vigorosi e monumentali e modellati da una luce che proviene da una fonte reale. Il sodalizio raggiungerà il suo vertice poco dopo, nella Affreschi della cappella Brancacci.