Polittico del Giudizio Universale

Rogier van der Weyden · 1443-1451 · Musée de l'Hôtel-Dieu · Beaune

Polittico del Giudizio Universale, Rogier van der Weyden Apri la scheda interattiva →

Il più grande dipinto di Rogier van der Weyden: nove pannelli di legno (212 × 500 cm in tutto), alcuni montati su cardini per poterli aprire e chiudere, dipinti a olio tra il 1443 e il 1451. L'opera è destinata alla cappella dell'Hôtel-Dieu di Beaune, l'ospedale per i poveri fondato da Nicolas Rolin, uno degli uomini più influenti alla corte di Filippo il Buono, e da sua moglie Guigone de Salins, che ne sono anche i committenti. Doveva aiutare i malati a pregare e a riflettere sul proprio destino, nella speranza di essere accolti nella gioia del cielo. Rolin è lo stesso committente della Madonna del cancelliere Rolin di Jan van Eyck.

Analisi

Van der Weyden intende superare la divisione in scomparti e fare del polittico, pur diviso in tavole, un'unica grande scena. Una sola luce accesa, quasi di fuoco, attraversa tutti i pannelli e ravviva colori in forte contrasto, mentre le figure si dispongono secondo uno schema geometrico preciso.

Le tavole non hanno misure diverse solo per potersi ripiegare: le proporzioni servono a stabilire una gerarchia rigorosa. Tutto l'insieme sta dentro un grande rettangolo ideale, diviso in tre fasce verticali. La fascia di mezzo è la più ampia ed è tagliata in due dall'asse di simmetria, sul quale Rogier colloca i protagonisti: in alto Cristo che giudica, seduto sull'arcobaleno, e più in basso l'arcangelo Michele con la bilancia, che valuta le anime di chi risorge. Tutto intorno i santi e gli angeli seguono la scena in un vortice di luce e di fuoco. Il punto di equilibrio di tutto il dipinto sta nello spazio fra il capo di Michele e i piedi del Redentore: lì si incontrano le diagonali della tavola centrale e anche quelle dell'intero polittico.

Nei due rettangoli laterali compare, in alto, il resto della corte celeste; in basso, a sinistra la Città di Dio e a destra l'Inferno. Il Paradiso è separato dalla Terra e dall'Inferno da due tratti delle diagonali maggiori. Anche l'arcobaleno ha un ruolo geometrico: appartiene al cerchio che contiene Michele e gli angeli trombettieri, e mette in proporzione aurea l'altezza delle ante laterali con quella della tavola di mezzo.

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