Pianta del progetto per la nuova basilica di San Pietro a Roma elaborato da Antonio da Sangallo il Giovane, architetto della fabbrica dal 1530 fino alla morte, nel 1546. Sangallo cerca una mediazione fra le due idee dei suoi predecessori, la croce greca di Bramante e la croce latina di Raffaello: mantiene l'edificio a pianta centrale bramantesco e lo collega alla facciata con un vano coperto da cupola, che si traduce in un prospetto dall'articolazione molto complessa.
La ricostruzione di San Pietro, cuore simbolico e liturgico della cristianità, pone agli architetti del Rinascimento un problema cruciale: scegliere fra la pianta centrale, legata alla tradizione classica, e lo schema basilicale longitudinale dei primi secoli cristiani, che richiama le origini stesse della Chiesa. La prima proposta, promossa da Giulio II della Rovere, è il Progetto per la nuova basilica di San Pietro (disegno agli Uffizi) del 1505-1506: una croce greca inscritta in un quadrato con quattro torri agli angoli, organizzata attorno a una cupola gigantesca sul modello del Pantheon. Morto Bramante nel 1514, Raffaello Sanzio propone invece nella Pianta della basilica di San Pietro (progetto Raffaello) un corpo longitudinale a croce latina, più adatto alle esigenze liturgiche e gerarchiche e memore della forma della vecchia basilica, ormai demolita.
Sangallo tenta di tenere insieme le due soluzioni senza rinunciare a nessuna: il vano cupolato fra la facciata e la croce greca crea un collegamento fra l'ingresso e il corpo centrale, ma rende l'insieme macchinoso. Dopo la sua morte Michelangelo Buonarroti tornerà con decisione all'impianto centrale nella Pianta della basilica di San Pietro (progetto Michelangelo).