Madonna con il Bambino, san Francesco e san Giovanni Evangelista (Madonna delle Arpie)

Andrea del Sarto · 1517 · Gallerie degli Uffizi · Firenze

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Tavola d'altare a olio (207 × 178 cm) che Andrea del Sarto porta a termine nel 1517 per il Monastero di San Francesco dei Macci, oggi agli Uffizi di Firenze. La Vergine, in piedi su un alto piedistallo, sostiene il Bambino fra san Francesco e san Giovanni Evangelista. Allievo di Piero di Cosimo, il pittore aveva diretto fra il 1509 e il 1514 la decorazione del chiostrino della Santissima Annunziata, raccogliendo intorno a sé giovani come Jacopo Pontormo e Rosso Fiorentino: da quel gruppo, poi detto «scuola dell'Annunziata», prende forma il primo Manierismo fiorentino.

Analisi

Lo schema di partenza è quello della sacra conversazione, per tradizione razionale e stabile, ma qui la struttura si allenta. Le figure dialogano per cadenze armoniche più che per simmetrie, e l'attenzione del pittore va all'eleganza degli atteggiamenti: torsioni appena accennate e profili sinuosi e sottili. Sulla scia di Fra Bartolomeo e delle prove fiorentine di Raffaello Sanzio e Leonardo da Vinci, l'equilibrio classico si incrina in una ricerca tutta formale.

Anche il colore si allontana dalla norma: acceso, cangiante, quasi astratto, tocca l'effetto più audace sul braccio sinistro della Vergine, dove le tinte trascolorano l'una nell'altra in una sequenza imprevedibile. È una sensibilità cromatica che a Firenze non si era ancora vista.

Il soprannome dell'opera nasce da un equivoco. Le creature mostruose scolpite sul piedistallo non sono arpie ma, con ogni probabilità, le locuste di cui parla l'Apocalisse, il libro attribuito proprio a Giovanni: esseri demoniaci che la Vergine tiene sotto i propri piedi. La pala diventa subito un modello per i giovani della cerchia: l'anno seguente Jacopo Pontormo vi guarda per la Madonna con il Bambino, san Giuseppe, san Giovanni Evangelista, san Giovannino, san Francesco e san Jacopo (Pala Pucci).

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