Deposizione di Cristo nel sepolcro

Donatello · 1446-1449 · Basilica di Sant'Antonio, Altare del Santo · Padova

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Grande rilievo (130 × 188 cm) scolpito da Donatello fra il 1446 e il 1449 per il retro dell'Altare del Santo (Altare maggiore della basilica di Sant'Antonio) nella basilica di Sant'Antonio a Padova, su commissione della Veneranda Arca di Sant'Antonio. La lastra, in pietra di Nanto, accoglie tarsie di pietre dure colorate nella cornice e nella cassa del sepolcro dove il corpo di Gesù viene deposto. L'impianto riprende i sarcofagi romani, ma la pacatezza dei modelli antichi cede a un dolore esasperato che deforma i volti delle donne fino a forme espressionistiche.

Analisi

La composizione è costruita sull'opposizione fra le orizzontali del Cristo morto e del sarcofago e le verticali delle figure che lo circondano. A differenza delle scene ampie e ariose dei rilievi bronzei dello stesso altare, come il Miracolo del cuore dell'avaro, questo «quadro scultoreo» sembra non avere aria: i personaggi si pressano e si schiacciano l'uno contro l'altro. È una scelta deliberata per acuire il dramma, e il pianto disperato delle pie donne, partito dal secondo piano, dilaga fino al primo.

Le dolenti urlano, scosse da uno spasimo che sfigura i loro visi: un'intensità paragonabile solo a quella dei gruppi in terracotta emiliani dello stesso secolo, a cominciare dall'opera bolognese di Niccolò dell'Arca (Compianto sul Cristo morto). Ancora una volta Donatello forza le convenzioni per verificare fin dove il mezzo tecnico possa assecondare la ricerca espressiva. Straordinaria è l'assenza di una Madonna riconoscibile, figura che in ogni scena di compianto o di sepoltura di Cristo è sempre individuabile.

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