Crocifisso

Filippo Brunelleschi · 1410-1415 · Basilica di Santa Maria Novella · Firenze

Crocifisso, Filippo Brunelleschi Apri la scheda interattiva →

Crocifisso (h. 170 cm) che Filippo Brunelleschi scolpisce in legno di pero policromo fra il 1410 e il 1415, oggi nella basilica di Santa Maria Novella a Firenze: l'artista lo tiene a lungo con sé e lo dona alla chiesa poco prima di morire. Secondo Giorgio Vasari nasce da una sfida: Brunelleschi avrebbe rimproverato a Donatello l'eccessivo realismo del Crocifisso, un Cristo che gli pareva un contadino, e avrebbe voluto mostrargli come si doveva fare. Le date delle due opere, lontane di alcuni anni, rendono però dubbio l'aneddoto.

Analisi

Il confronto resta comunque illuminante. Le due sculture si equivalgono per dimensioni e per materiale, il pero dipinto, e per entrambe si suppone lo studio di un uomo in carne e ossa messo in posa. Anche Brunelleschi indugia su dettagli di intenso naturalismo, come lo studio precisissimo delle articolazioni di ginocchia e braccia o la peluria dipinta sotto le ascelle e sul pube, che in origine era coperto da un panno di stoffa: tutto concorre a rendere l'immagine più vera.

Questi brani sono però subordinati a un'idealizzazione attenta dell'insieme, che rivela una mentalità ormai umanistica. Le proporzioni del corpo sono classiche e il dolore è espresso con misura e compostezza, lontano dal realismo popolare e tardogotico di Donatello. La lieve rotazione del busto, infine, rompe la frontalità tradizionale: l'opera va osservata da più lati e dialoga con l'ambiente in cui è collocata. Nella stessa basilica, il Cristo della Trinità riprenderà il volto di questa scultura.

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