Tribuna per i cantori in marmo e mosaico policromo che Donatello scolpisce tra il 1433 e il 1439 per la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, sopra l'ingresso della Sagrestia dei Canonici; oggi è al Museo dell'Opera del Duomo. Serviva, insieme alla gemella di Luca della Robbia, a ospitare l'organo e i cantori in vista della consacrazione della cattedrale, prevista per il 25 marzo 1436. Sul parapetto, a forma di parallelepipedo e sorretto da mensole, due schiere di bambini danzano in un girotondo senza fine, più simili a putti pagani che ad angioletti.
Il primo incarico va nel 1431 a Luca della Robbia, per la balconata sopra la Sagrestia delle Messe; nel 1433 l'Opera del Duomo si rivolge a Donatello per quella simmetrica. Donatello punta tutto sul movimento. Dentro una cassa squadrata e severa i bambini corrono e saltano, nessuno uguale all'altro, calpestando un prato fitto di foglie, bacche, giunchi e ghiande scolpiti con occhio da naturalista. Davanti alla danza Donatello colloca un porticato di colonnine binate, allineate con le quattro mensole di sostegno: i bambini sembrano così correre in uno spazio vero, dietro un loggiato.
Negli spazi fra le mensole compaiono due piccoli rilievi con putti in coppia e due volti in bronzo, copiati forse da un originale ellenistico andato perduto: le tracce d'oro ritrovate su di essi fanno pensare che dovessero brillare nell'ombra della navata. L'architettura è coperta di ornati all'antica, dalle volute alle conchiglie, dai vasi alle ghirlande; colonne, fondi e cornici sono tempestati di piccole tessere di vetro, colorate e d'oro, che fanno scintillare il marmo bianco.
Questo gusto per il mosaico Donatello lo aveva maturato a Roma, osservando le rovine delle residenze imperiali e le decorazioni in pietre e vetri colorati dei Cosmati. Nel complesso la cantoria è una ripresa moderna di modelli antichi, e si oppone alla Cantoria: all'esuberanza e ai materiali diversi di Donatello risponde la calma compostezza, tutta in marmo, di Luca.