Architetto originario di Padova, formatosi a Vicenza nella bottega dei muratori. Lo pseudonimo Palladio (da Pallade Atena) gli viene attribuito dall'umanista Gian Giorgio Trissino. Studia le rovine di Roma. Vince il concorso per il Palazzo del Comune di Vicenza nel 1549. Autore di palazzi, ville e chiese, scrive I quattro libri dell'architettura (1570). Il suo linguaggio dà origine al 'palladianesimo'.
Innovazioni
villa con pronao da tempio greco
sistema barchessa + corpo centrale
conciliazione pianta centrale e longitudinale nelle chiese
Paolo Veronese(collaborazione) — Palladio progetta la Villa Barbaro a Maser e affida la decorazione degli interni a Veronese, con i fratelli Barbaro come committenti comuni.
Vincenzo Scamozzi(maestro e allievo) — Scamozzi completa il Teatro Olimpico di Vicenza e la Libreria Marciana di Venezia, rielaborando l'idea di Palladio per la scenografia prospettica.
Vincenzo Scamozzi(influenza) — Vincenzo Scamozzi è indicato come il più importante degli immediati seguaci di Andrea Palladio e porta a compimento opere avviate dal maestro.
Gian Giorgio Trissino(influenza) — Trissino induce Palladio ad approfondire lo studio dell’architettura antica.