Basilica di San Giorgio Maggiore

Andrea Palladio · dal 1565 · Basilica di San Giorgio Maggiore · Venezia

Basilica di San Giorgio Maggiore, Andrea Palladio Apri la scheda interattiva →

Basilica del Monastero benedettino di San Giorgio Maggiore a Venezia, che Andrea Palladio progetta dal 1565, pochi anni dopo aver ridisegnato il refettorio dello stesso monastero. La pianta concilia impianto centrale e longitudinale: il transetto si riduce a due absidi semicircolari, le navate a sole tre campate, mentre presbiterio e coro acquistano grande risalto grazie alla luce naturale e a uno schermo di colonne in parte aperto. Il prospetto esterno, che intreccia due fronti templari all'antica, si innalza solo a più di due decenni dalla scomparsa di Palladio.

Analisi

Andrea Palladio si dedica all'architettura sacra solo negli ultimi anni: San Giorgio Maggiore e, più tardi, la Chiesa del Redentore sono i suoi due grandi edifici sacri veneziani. In entrambe cerca di tenere insieme la propria predilezione per la pianta centrale, che nel trattato giustifica come l'immagine più adatta dell'unità e della perfezione divina, e le indicazioni del Concilio di Trento, che preferiscono l'impianto longitudinale. Ne nasce uno schema composito: un nucleo coperto dalla cupola si innesta su una navata.

L'invenzione più originale è la cortina di colonne fra presbiterio e coro. Il modello sono probabilmente i diaframmi di colonne delle terme antiche, ma Palladio li usa in modo nuovo, facendo passare fra i fusti la luce naturale per ottenere un effetto emotivo; la limpidezza del risultato mostra quanto resti legato agli ideali del pieno Rinascimento. Nonostante l'articolazione complessa degli spazi, la navata centrale conserva una lettura continua grazie alle semicolonne di forte rilievo addossate ai pilastri, che accompagnano lo sguardo da un settore all'altro fino all'altare e al coro.

La facciata, eseguita dopo la morte di Palladio (1580) forse con qualche modifica, sovrappone due fronti di tempio: un fronte slanciato davanti alla navata principale e, dietro, un secondo fronte più ampio e schiacciato che si estende sulle navatelle. Per chi guarda da fuori, la cupola emerge dietro il prospetto come se ne facesse parte e lascia immaginare un edificio a impianto centrale: un'idea vicina al Progetto per la nuova basilica di San Pietro (disegno agli Uffizi). Ciò che qui resta ancora sperimentale troverà una soluzione organica nel Redentore.

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