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Trittico a olio su tavola che Rogier van der Weyden dipinge verso il 1433-1435 per i Villa, banchieri piemontesi trasferiti nelle Fiandre, e che viene poi collocato in una chiesa di Chieri. Oggi è diviso: il pannello centrale con l'Annunciazione (86 × 92 cm) è al Louvre di Parigi, quelli laterali sono a Torino. L'angelo e la Vergine, figure monumentali, sembrano isolati dall'interno domestico che li circonda e comunicano in silenzio con gesti e sguardi; i panneggi, raffinatissimi, hanno pieghe fitte e rigide come carta, ancora di gusto gotico.
Rogier (1400 circa-1464) appartiene alla stessa generazione di Jan van Eyck e ne condivide il virtuosismo esecutivo e l'osservazione capillare delle cose; il suo apprendistato si svolge a Tournai presso Robert Campin, che gli trasmette soprattutto il senso plastico dei corpi e la descrizione veritiera degli spazi; lavora poi a Bruxelles e diventa il pittore prediletto dell'aristocrazia del Brabante. Un soggiorno italiano, nel 1450, gli permette di vedere da vicino anche le opere di Beato Angelico.
Rispetto a Campin e a Van Eyck il suo linguaggio è più dinamico: le composizioni sono più articolate, il ritmo più energico, e la fissità delle figure lascia spazio a un'intensità drammatica più profonda. Il trittico, opera della prima maturità, mostra già la tendenza a dare il primato alla figura umana sull'ambiente e sugli oggetti, che pure sono descritti con la cura tipica della tradizione fiamminga.