Trittico dei Padri della Chiesa

Michael Pacher · 1483 circa · Alte Pinakothek · Monaco

Trittico dei Padri della Chiesa, Michael Pacher Apri la scheda interattiva →

Verso il 1483 Michael Pacher realizza questo trittico su tavola (216 × 382 cm) per i canonici agostiniani di Novacella (Abbazia agostiniana di Novacella (Neustift)), presso Bressanone; è conservato a Monaco, all'Alte Pinakothek. Al centro i santi Agostino e Gregorio, a sinistra san Girolamo, a destra sant'Ambrogio; le facce esterne delle ante, con episodi agostiniani, sono state staccate e disperse. Nel mondo germanico è una svolta: i tre scomparti obbediscono a una sola costruzione prospettica.

Analisi

Il pittore, che lavora soprattutto intorno a Brunico, muove da un linguaggio tardogotico di radice tirolese e arriva a una rilettura dell'arte veneta, in particolare di Andrea Mantegna e delle opere padovane di Donatello. Gran parte della critica pensa che abbia visto a Padova gli affreschi degli Eremitani, e forse anche Mantova e altre città del Nord Italia; un viaggio fino a Strasburgo e nelle Fiandre gli avrebbe affinato l'uso della luce.

I santi laterali sono ruotati di tre quarti, a differenza di quelli centrali, per sottolineare la prospettiva centrale; il pavimento in forte scorcio, la colonnina con la colomba e la culla accanto ad Ambrogio legano ulteriormente i tre spazi. I gesti sono naturali e i volti espressivi, lontani da ogni rigidità, e il racconto è realistico, come nella tranquilla cittadina tirolese sullo sfondo, ma con accenti fantastici. Restano eleganti retaggi tardogotici nei baldacchini, che rimandano alla tradizione tirolese dell'intaglio ligneo e alla perizia dello stesso Pacher, anche scultore in legno. Per avvicinare il dipinto a chi guarda, Pacher inserisce davanti a papa Gregorio Magno un personaggio visto da dietro e interrotto dal margine inferiore, che si rivolge al santo.

Innovazioni

Scheda