Apri la scheda interattiva →
Il pulpito di Sant'Andrea a Pistoia (1298-1301) di Giovanni Pisano dimostra la completa maturità artistica del maestro. A forma pentagonale, si ispira ai pulpiti di Nicola: richiama il pulpito pisano per forma e dimensioni, ma per la continuità decorativa il senese. Le lastre del parapetto raffigurano la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Strage degli innocenti, la Crocifissione e il Giudizio Universale. In una visione d'insieme le scene appaiono come un contorcersi di corpi in pose stravolte e volti contratti dalle emozioni, con un marcato rilievo chiaroscurale.
Il pulpito pistoiese di Giovanni Pisano (1298-1301) rappresenta il culmine della scultura gotica italiana. Il confronto con i pulpiti di Nicola (Pisa e Siena) evidenzia la piena adesione di Giovanni al linguaggio gotico: figure allungate, contorni spigolosi, panneggi semplificati con lunghe pieghe rettilinee e ritmi angolari. La lavorazione è più sommaria ma conferisce alle scene maggiore drammaticità e dinamismo. La Crocifissione (fig. 64) riprende la schema compositivo paterno ma lo interpreta in termini personali, inserendo ai lati i due ladroni crocifissi per aumentare il contrasto. La Strage degli innocenti (fig. 66) è un catalogo di espressioni sbigottite e gesti disperati, con forte rilievo chiaroscurale che proietta i personaggi verso lo spettatore. Il pulpito segna il punto di arrivo della scultura gotica italiana che si evolve verso l'Umanesimo.