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La Dama con l'ermellino (54,8 × 40,3 cm, olio su tavola) ritrae Cecilia Gallerani, giovane amante di Ludovico il Moro. La protagonista ruota il capo a destra mentre il corpo è rivolto a sinistra, come se si fosse girata di scatto. I lineamenti della donna sono riecheggiati da quelli dell'ermellino (simbolo di purezza e incorruttibilità); i richiami formali tra le due figure culminano nel nodo dinamico della mano destra dell'elegante donna che incontra il corpo flessuoso dell'animale, sul quale Leonardo fa piovere una luce intensa.
Quest'opera è fondamentale per la storia del ritratto rinascimentale. Il datarla al 1488 si fonda sul fatto che in quell'anno Ludovico il Moro viene insignito dell'Ordine cavalleresco dell'Ermellino. Il moto a spirale del corpo (capo ruotato in una direzione, busto nell'altra) diventerà uno degli elementi più innovativi e influenti di Leonardo nella storia del ritratto. Il modello della Dama con l'ermellino sarà ripreso subito dal giovane Raffaello per i ritratti dei coniugi Doni.