Cattedrale di San Geminiano a Modena, fondata nel 1099 e consacrata nel 1184. L'ideatore e costruttore è l'architetto Lanfranco; la decorazione scultorea è di Wiligelmo. Uno dei grandi centri di diffusione del Romanico nell'area emiliana e in Europa. L'impianto associa caratteri paleocristiani (quattro navate, presbiterio sopraelevato su cripta) con il rinnovato linguaggio romanico (sistema alternato di sostegni, loggette a trifore all'esterno, facciata a salienti con protiro e leoni stilofori).
Analisi
La cattedrale è il punto di svolta del Romanico padano. L'esterno rivestito di pietre calcaree tagliate con regolarità presenta una sequenza di arcate cieche ritmiche, con loggiato a trifore in corrispondenza del finto matroneo. La facciata a salienti ha contrafforti massicci e protiro a due piani con leoni stilofori. I portali di Wiligelmo (Storie della Genesi, profeti, genietti alati) segnano una svolta fondamentale nella scultura medievale. Il cantiere modenese diventerà uno dei grandi centri di diffusione del Romanico, non solo emiliano ma europeo.
Innovazioni
Modello per le cattedrali romaniche emiliane e padane
Protiro con leoni stilofori come elemento caratteristico
Lanfranco(autore) — Lanfranco è il progettista del duomo di Modena, come attesta la lastra con iscrizione dedicatoria conservata all'interno della chiesa.
Wiligelmo(autore) — Wiligelmo realizza il ciclo scultoreo della Genesi sulla facciata del duomo di Modena, inaugurando la grande scultura romanica italiana.
Basilica di Sant'Ambrogio (ricostruzione romanica)(influenza) — La cattedrale di Modena guarda a Sant'Ambrogio e all'architettura paleocristiana, e diventa a sua volta un modello per le cattedrali della via Emilia.
Cattedrale dei Santi Maria e Stefano a Spira (Spira II)(contaminazione) — Il coronamento a galleria praticabile e le arcate cieche che animano l'esterno absidale del duomo imperiale vengono dalla penisola: un confronto diretto è con la zona absidale di San Geminiano.
Cattedrale di San Nicola Pellegrino(rielaborazione) — Trani adotta l'alzato in tre fasce del duomo di Modena e la facciata a salienti di ambito emiliano, ma rende l'insieme più verticale.