Cattedrale dei Santi Maria e Stefano a Spira (Spira II)

1080-1106 · Cattedrale dei Santi Maria e Stefano · Spira

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Ricostruzione romanica del duomo di Spira, in Renania, avviata nel 1080 da Enrico IV di Franconia, re di Germania e dal 1084 imperatore, e conclusa nel 1106, che conserva i motivi principali della cattedrale precedente (Cattedrale dei Santi Maria e Stefano a Spira (Spira I)). La navata centrale è ora coperta da volte a crociera che formano sei campate quadrate, ciascuna corrispondente a due campate delle navate laterali; dove la navata incrocia il transetto, coperto anch'esso a crociera, una torre a otto lati, il tiburio, nasconde al suo interno la cupola. L'edificio diventerà un modello per molte chiese europee.

Analisi

Il sistema dei sostegni è alternato: agli angoli delle campate voltate i pilastri maggiori hanno semicolonne addossate più sporgenti, e su di essi si impostano archi trasversi. In questo modo le spinte delle volte si scaricano in modo più equilibrato ed elastico, e lo spazio interno viene percepito come armonico e ben proporzionato. Spira mostra così il senso della massa e la logica costruttiva che definiscono l'architettura pienamente romanica.

Fuori, le pareti prendono rilievo grazie ai contrafforti sporgenti, alle arcate cieche, alle cornici ad archetti pensili e, più ancora, a una galleria praticabile che gira tutt'intorno al di sopra delle finestre alte: l'idea arriva dall'Italia, e basta accostare l'esterno absidale di Spira, con la sua galleria e le sue arcate cieche, a quello della Cattedrale di San Geminiano per accorgersene. Come a Worms, a Bamberga e in molte altre chiese dell'impero, la navata era preceduta da un Westwerk, legato al cerimoniale imperiale; la facciata attuale è però una ricostruzione ottocentesca lontana dall'originale.

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