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Chiesa dell'abbazia di Maria Laach, in Renania, nel territorio di Glees in Germania, fondata nel 1093 e costruita fino al 1200 circa. A differenza di quello di Spira, alterato da una ricostruzione ottocentesca, il suo Westwerk è ben conservato: davanti all'ingresso si apre un cortile porticato, alle spalle del quale si alza un blocco con abside e copertura a capanna, stretto fra due torri che contengono le scale. Il paramento accosta un'arenaria di tono giallo a blocchi vulcanici scuri: il gioco a due colori vivacizza i muri, come accade spesso anche nelle chiese romaniche italiane.
Il Westwerk, blocco monumentale anteposto alla navata e legato al cerimoniale imperiale, compare in molte chiese dell'impero, fra cui la Cattedrale dei Santi Maria e Stefano a Spira (Spira II), modello per l'architettura religiosa di tutta Europa. Quasi ovunque, però, queste facciate sono state trasformate da ricostruzioni o da aggiunte gotiche, e Maria Laach resta uno dei pochi esempi leggibili.
La scultura si limita al fregio del portale d'ingresso e ai capitelli che coronano le colonne del portico. Qui girali vegetali di origine classica sono abitati da figure umane, come Eva con il serpente, il cui dinamismo richiama i capitelli dell'Abbazia di Cluny III e le opere dei maestri italiani.
Del tutto originale è il dialogo fra pittura e architettura: su tutte le parti costruite con la pietra vulcanica scura, dagli archetti alle semicolonne, dai capitelli ai costoloni, corrono filetti dipinti, rossi e gialli all'esterno, rossi, gialli e azzurri all'interno e nella cripta. Ne risulta un rilievo plastico più marcato e l'illusione di un intarsio.