Sala capitolare del convento di Santa Croce nota come cappella Pazzi dal nome del committente Andrea de' Pazzi. Tradizionalmente attribuita a Brunelleschi ma certamente terminata dopo la sua morte, probabilmente con intervento di Michelozzo. La pianta principale e rettangolare (non quadrata come nella Sacrestia Vecchia), con cupola centrale affiancata da due strette volte a botte. I tondi in maiolica policroma della bottega dei Della Robbia decorano il fregio interno.
Analisi
La cappella Pazzi presenta varianti significative rispetto alla Sacrestia Vecchia: la pianta principale e rettangolare anziche quadrata, ma il modulo quadrato torna leggibile analizzando l'edificio nella sua interezza. La decorazione in maiolica policroma della bottega dei Della Robbia - preferita da Brunelleschi a Donatello a causa di una polemica per le decorazioni troppo espressive della Sacrestia Vecchia - introduce una nota cromatica vivace.
Sacrestia Vecchia(rielaborazione) — La cappella Pazzi riprende molti elementi della Sacrestia Vecchia, ma trasforma il vano principale da quadrato in rettangolare e lo copre con una cupola affiancata da due volte a botte.
Michelozzo Michelozzi(collaborazione) — Michelozzo interviene con ogni probabilità nel completamento della cappella Pazzi, i cui lavori si protraggono ben oltre la morte di Brunelleschi.
Luca della Robbia(collaborazione) — La bottega dei Della Robbia esegue il fregio e i tondi in terracotta invetriata policroma che danno colore all'interno della cappella.