Romanico pisano

Scuola · 1152–1350 · Pisa, Toscana, Cagliari, Sardegna

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Il romanico pisano elabora un linguaggio immediatamente riconoscibile, fondato sull'uso del marmo bianco e sulla scansione delle superfici mediante arcate cieche, tarsie geometriche bicrome e logge di colonnine sovrapposte che alleggeriscono i volumi. Su questa grammatica si costruiscono gli edifici della piazza episcopale, dove il battistero a impianto centrale e il campanile cilindrico ripetono il motivo delle gallerie fino a farne il segno distintivo della città. La scultura accompagna l'architettura con pulpiti e portali a rilievi narrativi, e nella seconda metà del Duecento accoglie il nuovo linguaggio gotico dei Pisano. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Romanico pisano (Piazza dei Miracoli)».

Contesto storico

La produzione si lega alla stagione di massima potenza della repubblica marinara di Pisa, i cui successi militari e commerciali nel Mediterraneo finanziano i cantieri e mettono in circolo modelli islamici, bizantini e antichi. I lavori si prolungano per quasi due secoli, coinvolgendo generazioni di maestranze e diffondendo lo stile lungo le rotte pisane, in Sardegna e in Corsica.

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