Corte di Cosimo I

Scuola · 1537–1553 · Firenze, Toscana

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Attorno al primo duca di Firenze si costituisce un sistema artistico di corte in cui pittura, scultura e oreficeria servono un unico programma di immagine. In pittura domina il ritratto di stato di Bronzino: figure immobili e distanti, incarnati levigati come smalto, luce fredda, resa minuziosa di armature, gioielli e velluti che valgono come insegne di rango; accanto ad esso, le allegorie profane costruiscono rebus eruditi destinati a un pubblico ristretto. In scultura convivono la ricerca virtuosistica di Cellini, che misura la propria fama sulla difficoltà tecnica della grande fusione in bronzo, e la statuaria celebrativa di Bandinelli, che riprende dall'antico la formula del busto imperiale. Comune a tutti è una eleganza calcolata e una superficie di finitezza assoluta. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Corte di Cosimo I de' Medici a Firenze (Bronzino, Cellini, Bandinelli, Pontormo)».

Contesto storico

Salito al potere nel 1537 dopo l'assassinio del duca Alessandro, Cosimo I consolida il principato mediceo e usa sistematicamente le arti come strumento di legittimazione dinastica, affiancato da Eleonora di Toledo. Le commissioni sono governate direttamente dalla corte, che stipendia gli artisti, controlla i cantieri pubblici della Piazza della Signoria e trasforma il palazzo di governo in residenza principesca.

Innovazioni

Opere