Il dipinto raffigura Venere e Cupido abbracciati e si presenta come una complessa allegoria delle passioni amorose. Intorno alla coppia compaiono diverse personificazioni: il Piacere, il Gioco, la Frode, la Gelosia o Disperazione e altre figure difficili da identificare con certezza. Sul fondo, un vecchio identificato con il Tempo solleva un drappo, mentre una figura femminile è stata interpretata come Verità. La composizione volutamente enigmatica e raffinata è caratteristica della cultura della corte medicea.
Il significato dell'opera è volutamente difficile da decifrare. Al centro, Venere e Cupido rappresentano l'amore, ma intorno a loro compaiono figure che ne mostrano gli aspetti piacevoli e ingannevoli. Il Piacere e il Gioco introducono la dimensione seducente dell'amore, mentre la Frode, riconoscibile dal volto giovane e dal corpo ibrido, richiama l'inganno nascosto dietro l'apparenza.
Tra gli attributi più significativi compaiono le maschere, simbolo dell'inganno, e il pomo dorato tenuto da Cupido, che può essere riferito all'amore e al mito di Venere. Sul fondo, il vecchio che solleva il drappo è generalmente identificato con il Tempo, secondo la lettura proposta da Vasari e sviluppata da Panofsky.
L'opera può quindi essere letta come una rappresentazione ambivalente dell'amore: piacere e desiderio nascondono inganno, gelosia e sofferenza, mentre il Tempo finisce per svelare ciò che si cela dietro le apparenze. Proprio l'incertezza nell'identificazione di alcune figure contribuisce al carattere colto ed enigmatico dell'immagine.
Lo stile di Bronzino accentua questa interpretazione: corpi levigati, espressioni fredde, colori preziosi e pose artificiosamente eleganti eliminano ogni spontaneità e trasformano la scena in un sofisticato esercizio di linguaggio manierista.