Cantieri medicei fiorentini

Scuola · 1550–1593 · Firenze, Pratolino, Toscana

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Nella Firenze granducale architettura, scultura e pittura vengono coordinate in un unico apparato al servizio della dinastia. Il linguaggio è quello della maniera: bugnati rustici e licenze anticlassiche nelle facciate e nei giardini, invenzioni bizzarre negli arredi, e in scultura la figura serpentinata, costruita per essere girata attorno e priva di un punto di vista privilegiato. Giambologna porta a compimento il gruppo a più figure avvitato in altezza; Buontalenti sperimenta grotte artificiali, giochi d'acqua e ambienti da meraviglia; Vasari organizza i cantieri, progetta edifici di funzione nuova e fissa nelle Vite la memoria degli artisti. La corte diventa così anche luogo di elaborazione teorica, con l'Accademia del Disegno e il primato assegnato al disegno stesso. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Cantieri medicei fiorentini del tardo Cinquecento (Ammannati, Vasari, Buontalenti, Giambologna)».

Contesto storico

Cosimo I de' Medici, duca e poi granduca di Toscana, accentra l'amministrazione dello Stato e ne traduce l'ordinamento in forme costruite: la nuova sede unificata delle magistrature, il collegamento privato fra il palazzo di governo e la residenza di famiglia, la sistemazione della piazza pubblica con fontane e statue. Con Francesco I la committenza si sposta verso l'ambito privato e collezionistico, fra studioli, ville suburbane e apparati per feste dinastiche.

Innovazioni

Opere