Ratto della Sabina

Giambologna · 1580-1583 · Loggia dei Lanzi · Firenze

Ratto della Sabina, Giambologna Apri la scheda interattiva →

Colossale gruppo marmoreo di Giambologna (1580-1583), collocato nella Loggia dei Lanzi in piazza della Signoria nel 1582 su commissione di Francesco I de' Medici. Secondo Raffaello Borghini, scolpito senza commissione per dimostrare capacità di realizzare grandi sculture in marmo. Tre figure (uomo anziano sconfitto, giovane Romano, donna rapita) in moto ascensionale avvitato a posa serpentinata. La composizione circoscrivibile in un cilindro non può essere colta da un solo punto di vista.

Analisi

Risposta definitiva alla sfida della scultura a più figure in marmo: il gruppo circoscrivibile in un cilindro richiede la visione da più punti, dando forma compiuta alla ricerca manierista sul movimento. Le anatomie atletiche avvitate in moto ascensionale superano la monumentalità michelangiolesca in forme agili e dinamiche. Il basamento, completa il soggetto principale con un bassorilievo in bronzo che rappresenta la scena collettiva del Ratto delle Sabine, mostrando diversi Romani intenti a rapire e trascinare via le donne sabine, accompagnati da gruppi di figure e cavalieri in movimento. L'opera è il manifesto del concetto manierista di figura serpentinata.

Innovazioni

Scheda