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Trittico di dimensioni relativamente modeste (117,8 × 114,5 cm), probabilmente dipinto per devozione privata. Il pannello sinistro raffigura il committente, forse un cittadino di Liegi; quello centrale mostra l'Annunciazione in un interno domestico senza aureole; quello destro raffigura san Giuseppe al lavoro in bottega. Esempio paradigmatico del realismo e del simbolismo quotidiano dell'ars nova fiamminga.
Capolavoro di Robert Campin, il trittico introduce elementi rivoluzionari: le figure divine, prive di aureola, sembrano appartenere allo stesso mondo del committente, con un'identica linea d'orizzonte nei tre pannelli. La prospettiva, resa empiricamente, presenta un punto di fuga molto profondo e alcune imprecisioni nei piani dei tavoli ribaltati verso lo spettatore. Gli oggetti domestici dell'interno, dal candelabro alle suppellettili, si caricano di significati simbolici: la candela, il giglio, il catino rimandano a virtù mariane. L'opera testimonia la transizione dal linearismo tardogotico a un approccio più plastico e volumetrico, che Campin trasmette ai suoi allievi, in primis Rogier van der Weyden.