San Matteo

Michelangelo Buonarroti · 1504-1506 · Galleria dell'Accademia · Firenze

San Matteo, Michelangelo Buonarroti Apri la scheda interattiva →

Statua in marmo alta 271 cm, oggi alla Galleria dell'Accademia di Firenze. L'Opera di Santa Maria del Fiore affida nel 1503 a Michelangelo Buonarroti una serie di dodici apostoli per i pilastri su cui poggia la cupola del Duomo, ma l'artista, occupato dal David, poi dal cartone della Battaglia di Càscina e infine chiamato dal papa a Bologna (1507) e a Roma (1508), ne affronta uno solo. Avviato fra il 1504 e il 1505 e ripreso al ritorno a Firenze nel 1506, il San Matteo resta incompiuto secondo le convenzioni del tempo, benché lo scultore lo considerasse concluso.

Analisi

La novità dell'opera sta nell'impressione che l'apostolo si stia liberando dalla pietra grezza. La posa raccoglie tutta la fatica di questo emergere, e il contrasto fra la vitalità della figura e l'inerzia del blocco trasforma lo sforzo fisico nel simbolo della forma che lotta per sottrarsi al peso della materia.

Per la sua forza il San Matteo è il punto di partenza di ogni riflessione sul «non finito» michelangiolesco, cioè sull'incompiutezza che accomuna molte sculture dell'artista. La critica ne discute ancora: talvolta l'interruzione dipende da cause esterne, altre volte appare voluta, una sosta deliberata in quel lavoro «del levare» con cui Michelangelo toglieva il marmo in eccesso per scoprire la figura che, secondo il pensiero neoplatonico, è già viva dentro il blocco.

La scelta affonda le radici nella visione neoplatonica della natura, divisa fra la purezza della forma ideale e la pesantezza della materia, ma anche nel non finito dell'ultimo Donatello, come nei pergami di San Lorenzo, e nello studio delle statue antiche mutile, che rivelano il fascino del frammento. Il procedimento, con il suo gioco fra parti rifinite e parti sbozzate a vari gradi, compare già nei due tondi marmorei del 1503-1504: Tondo Pitti (Madonna con il Bambino e san Giovannino) e Madonna con il Bambino e san Giovannino (detto Tondo Taddei).

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