Statua in bronzo (h. 255 cm) che Lorenzo Ghiberti completa nel 1414 per l'Arte di Calimala, destinata a una nicchia della facciata di Orsanmichele a Firenze, opera di Albizio di Piero; oggi è custodita nel museo allestito al suo interno. L'edificio, costruito nel primo Trecento per vendere il grano al coperto, era diventato quasi subito, murandone le arcate, la chiesa delle corporazioni cittadine, e sulle sue pareti esterne le Arti più ricche collocano le statue dei propri patroni. Dopo la vittoria nel concorso per la Porta Nord del battistero di San Giovanni, Ghiberti è fra gli scultori più richiesti della città.
Il cantiere delle nicchie mette fianco a fianco artisti di generazioni diverse, alcuni ancora legati alle formule tardogotiche, altri già aperti al nuovo clima rinascimentale, che si influenzano a vicenda. Il Battista rispetta l'iconografia tradizionale: ha in mano la croce astile del viandante, e il grande mantello si apre sulla veste ruvida di pelo di cammello. Ghiberti però fa emergere il corpo sotto le vesti e dà alla figura un ritmo plastico elegante: la gamba destra si sposta di lato, il busto si inflette e il peso grava sull'altra gamba, come insegna il canone di Policleto.
È la prima statua rinascimentale a tutto tondo fusa con la tecnica della cera persa, praticata nell'antichità e poi caduta in disuso. Lo scultore preferisce gettare quattro parti separate e montarle in seguito, ma il risultato raggiunge una perfezione tecnica eccezionale. Seguiranno, per le stesse nicchie, il San Matteo per l'Arte del Cambio, commissionato più alto proprio per superare il Battista, e il Santo Stefano per l'Arte della Lana.