Porta Nord del battistero di San Giovanni

Lorenzo Ghiberti · 1403-1424 · Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore · Firenze

Porta Nord del battistero di San Giovanni, Lorenzo Ghiberti Apri la scheda interattiva →

La Porta Nord del Battistero di San Giovanni (h. 4,5 m) fu commissionata nel 1401 dall'Arte di Calimala, la corporazione dei mercanti di panni di lana, che aveva la responsabilità della manutenzione e della decorazione del Battistero. Ghiberti vinse il concorso del 1401, al quale parteciparono anche Filippo Brunelleschi, Jacopo della Quercia e altri artisti, presentando una formella con il Sacrificio di Isacco. Il confronto tra Ghiberti e Brunelleschi è tradizionalmente considerato uno dei momenti simbolici dell'inizio del Rinascimento fiorentino.

La porta, realizzata in bronzo dorato tra il 1403 e il 1424, presenta ventotto formelle distribuite su due battenti e sette file orizzontali: nelle otto inferiori compaiono Evangelisti e Padri della Chiesa, nelle restanti venti episodi della Vita di Cristo. I pannelli sono incorniciati da motivi vegetali e mostrano, nel corso dei vent'anni di lavorazione, il progressivo passaggio dal linguaggio tardogotico a soluzioni più vicine al nuovo gusto rinascimentale.

Analisi

La storia della porta è strettamente legata al concorso del 1401, indetto dall'Arte di Calimala per scegliere l'artista incaricato della nuova porta del Battistero. La prova consisteva nella realizzazione di una formella con il Sacrificio di Isacco. Brunelleschi e Ghiberti furono i due finalisti, ma Ghiberti ottenne la commissione.

La tradizione racconta una netta vittoria di Ghiberti, ma il concorso fu in realtà un confronto molto più complesso. La formella di Brunelleschi mostrava una composizione più energica e drammatica, mentre quella di Ghiberti era caratterizzata da maggiore eleganza, equilibrio e continuità con il gusto tardogotico. Fu probabilmente proprio questa capacità di combinare innovazione e tradizione a favorire Ghiberti.

Nel corso dei vent'anni di lavoro, tuttavia, lo stile dell'artista cambiò sensibilmente. Le prime formelle, come l'Annunciazione, mantengono eleganze lineari e ritmi sinuosi ancora tardogotici; quelle più tarde, come la Flagellazione, mostrano invece maggiore solidità volumetrica, razionalità spaziale e attenzione all'architettura. La porta documenta così in modo concreto la transizione della scultura fiorentina dal Gotico al Rinascimento.

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