Ritratto di papa Giulio II

Raffaello Sanzio · 1511-1512 · National Gallery · Londra

Ritratto di papa Giulio II, Raffaello Sanzio Apri la scheda interattiva →

Olio su tavola (108,7 × 81 cm). Rappresenta il vecchio papa con gli abiti pontificali e la mozzetta rossa orlata di ermellino, in un punto di vista laterale e rialzato come se lo spettatore si trovasse in piedi accanto a lui. Il volto pensoso e segnato non cela l'età avanzata né la stanchezza. La forza di carattere è tutta condensata nella mano che stringe il bracciolo della poltrona. Raffaello supera la dimensione encomiastica e rivela la dimensione umana del protagonista.

Analisi

Il Ritratto di Giulio II segna una svolta fondamentale nella rappresentazione del potere. Raffaello conserva gli elementi necessari alla celebrazione del pontefice — gli abiti, la sedia e gli emblemi della famiglia Della Rovere — ma li combina con una rappresentazione più intima e psicologica.

Il papa non è presentato frontalmente come una figura distante e ufficiale: il punto di vista ravvicinato, la posizione del corpo e l'espressione pensosa lo rendono più vicino allo spettatore. La tensione della mano che stringe il bracciolo contribuisce a suggerire la forza del carattere e la dimensione umana del protagonista.

La celebre barba, fatta crescere da Giulio II durante la guerra, diventa inoltre un elemento fortemente caratterizzante. Raffaello non idealizza quindi il personaggio, ma conserva i segni della sua età e della sua esperienza, trasformandoli in strumenti di rappresentazione.

L'opera combina così ritratto psicologico e ritratto di Stato: il pontefice conserva tutta la propria autorità, ma questa autorità viene espressa attraverso una presenza umana, complessa e credibile. Il modello avrà una grande fortuna nella storia del ritratto europeo, influenzando soprattutto la rappresentazione ufficiale di papi e sovrani nei decenni successivi.

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