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Portale centrale della basilica di San Petronio a Bologna, scolpito in marmo da Jacopo della Quercia tra il 1425 e il 1438. L'incarico gli arriva dal legato del papa, che governava la città per conto dello Stato della Chiesa. Il programma è ricchissimo: un arco a tutto sesto incornicia l'ingresso; sui pilastri scorrono dieci episodi della Genesi, affiancati da Acca Larenzia e da Rea Silvia con Romolo e Remo; diciotto profeti a mezzo busto occupano gli stipiti, e cinque scene dell'infanzia di Gesù l'architrave. Sopra l'ingresso, nella lunetta, si ergono tre sculture isolate: al centro la Madonna col Figlio, ai lati san Petronio e sant'Ambrogio, che però fu completato da altri dopo la scomparsa di Jacopo.
Il portale mostra come Jacopo della Quercia unisca la tradizione tardogotica e le novità del Rinascimento. Nelle formelle, come la La Tentazione di Adamo ed Eva (formella del portale di San Petronio), lo scultore riduce il racconto all'essenziale: pochi accenni di paesaggio e di architettura, e al centro le figure, che pur piccole sembrano monumentali.
I corpi sono costruiti con tagli netti, contorni continui e volumi robusti, e sono avvolti da panneggi morbidi e pieni di pieghe, che creano un chiaroscuro quasi pittorico. I nudi maschili hanno muscoli da atleti e un rilievo potente.
Queste figure lasciano il segno su Michelangelo, che se ne ricorderà dipingendo la Volta della cappella Sistina: un'eredità che dice quanto fosse nuova questa scultura.