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Pala d'altare della cappella Capponi, capolavoro della cultura manierista fiorentina. Cristo in primo piano è sorretto da due giovani inquieti; il secondo piano ha le donne e Nicodemo (autoritratto del pittore). Lo spazio è privo di architetture e prospettiva: la scena si svolge su una sorta di invisibile gradinata. Figure esili, allungate, volutamente sproporzionate, colori celesti e azzurri che degradano verso il verde, contrasto coi toni cangianti del rosa, ispirazione alla Sistina e al Tondo Doni.
Capolavoro assoluto: la scena si svolge in un'ambientazione innaturale su una gradinata inclinata come palcoscenico. Anatomie anticlassiche: ogni personaggio ha un corpo esile, allungato, volutamente sproporzionato. Il groviglio di figure sembra danzare sospeso nell'aria senza punti di appoggio. La tavolozza di celeste, azzurro, verde, rosa e arancio è ispirata a Michelangelo (dal Tondo Doni agli affreschi della Sistina). L'assenza quasi totale di chiaroscuro suggerisce una luce abbagliante soprannaturale. L'iconografia è volutamente ambigua: non è una Deposizione tradizionale, i personaggi si preoccupano soprattutto di soccorrere la Madonna che sta per svenire.