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Statua in marmo (h. 235 cm), collocata al centro del registro inferiore della Tomba di Giulio II. La possente figura classica, ispirata agli austeri modelli romani delle divinità fluviali, riprende tratti del David fiorentino nel vigore interiore e nella forza trattenuta. Michelangelo porta le lezioni donatelliane (San Giorgio, San Giovanni) a un maggiore pathos e dinamismo, soffermandosi sulla personalità severa e l'indole del profeta.
Mosè è rappresentato come guida severa e potente, capace di dominare la propria ira. La tensione tra la forza del corpo e il controllo delle emozioni rende visibile il conflitto interiore del profeta e ne sottolinea la dimensione eroica e spirituale.