Gruppo marmoreo (78 × 121 cm) conservato a Genova nel Museo di Sant'Agostino, parte centrale superstite del monumento funebre che Giovanni Pisano completa fra il 1313 e il 1314 nella chiesa di San Francesco di Castelletto. Lo commissiona l'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo per la moglie Margherita di Brabante (1276-1311), morta di peste vicino alla città, subito circondata da fama di miracoli e beatificata poco dopo. La scena è un'elevatio animae: due angeli senza ali sollevano la regina dal sarcofago per condurne l'anima in cielo.
Il sepolcro stava nell'abside della chiesa; smontato quando questa fu rifatta, venne venduto a pezzi, e oltre a questo gruppo ne restano solo frammenti di Virtù e una Madonna con il Bambino.
L'ascesa dell'anima, tema spirituale, diventa qui un evento fisico. Margherita è sollevata con tutto il peso del suo corpo, e nelle pose dei due angeli ai lati si avverte la fatica del gesto. Il volto, dai tratti dolci e sereni, è reso con grande verità; lo sguardo rivolto in alto e le labbra dischiuse esprimono un'estasi rapita. Lo stesso realismo modella le forme morbide del ventre e del seno, messe in risalto dalla stola che attraversa il petto.
La forza naturalistica di questa figura segna il punto d'arrivo di Giovanni dopo il Pulpito della cattedrale di Santa Maria Assunta di Pisa: in Italia la plastica gotica non dipende più dai prototipi d'Oltralpe e imbocca una strada propria, moderna, che apre la via all'Umanesimo.