Monumento funebre del cardinale Rinaldo Brancacci

Donatello, Michelozzo Michelozzi · 1427-1428 · Chiesa di Sant'Angelo a Nilo · Napoli

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Monumento funebre in marmo di Carrara (h. 11,6 m) che Donatello e Michelozzo Michelozzi eseguono nel 1427-1428 per il cardinale Rinaldo Brancacci nella chiesa di Sant'Angelo a Nilo a Napoli. Lo schema a più livelli, chiuso entro una grande incorniciatura architettonica, deriva dalle tombe tardogotiche, ma è rinnovato da colonne, paraste e trabeazioni di origine antica. Sul fronte del sarcofago è murato il rilievo in stiacciato con l'Assunzione della Vergine fra gli angeli, opera di Donatello.

Analisi

Negli anni fra il terzo e il quarto decennio del secolo Donatello lavora in società con Michelozzo Michelozzi, che è insieme architetto e scultore, possiede una buona formazione umanistica e ha fatto il suo apprendistato presso Ghiberti. La loro è la bottega di scultura più importante di Firenze, e nei monumenti che realizzano insieme convivono elementi di origine diversa.

La tomba Brancacci ne è un esempio evidente. La struttura sovrapposta per piani è quella delle sepolture gotiche diffuse anche a Napoli, ma viene tradotta nel linguaggio dell'antico: le membrature classiche ordinano con maggiore chiarezza sia gli spazi sia il racconto, e l'insieme acquista una leggibilità razionale nuova. Il sarcofago è sorretto da tre figure-colonna, secondo un uso della tradizione trecentesca.

Nel piccolo rilievo dell'Assunzione Donatello applica lo stiacciato, la tecnica a rilievo schiacciato che aveva messo a punto pochi anni prima: con variazioni minime di spessore suggerisce la profondità e il movimento degli angeli che portano in cielo la Vergine.

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