Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni

Andrea Verrocchio, Alessandro Leopardi · 1481-1488 · Campo Santi Giovanni e Paolo · Venezia

Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni, Andrea Verrocchio, Alessandro Leopardi Apri la scheda interattiva →

Monumento equestre in bronzo (h. 395 cm) dedicato a Bartolomeo Colleoni, capitano generale dell'esercito della Repubblica di Venezia, in Campo Santi Giovanni e Paolo. Vinto il concorso indetto dal Senato della Repubblica di Venezia, Andrea Verrocchio prepara un modello in legno e cera e nel 1486 si stabilisce in laguna per dirigere il getto in bronzo. Alla sua morte, nel 1488, esiste soltanto il modello in argilla e il getto non è ancora cominciato: il Consiglio dei Dieci affida allora il completamento ad Alessandro Leopardi, scartando Lorenzo di Credi, che il maestro aveva indicato come proprio erede.

Analisi

Nell'ideazione Verrocchio si misura con il Monumento equestre di Erasmo da Narni detto il Gattamelata di Donatello a Padova e con i cavalieri bronzei dell'antichità. Il cavallo, proteso lievemente in avanti e con una zampa anteriore staccata dal suolo, possiede una carica vitale che il precedente padovano non conosce; la muscolatura e i tendini, tesi nello sforzo del passo, sono descritti con precisione da anatomista.

Anche il cavaliere abbandona la fissità: busto e testa ruotano, la spalla sinistra avanza con il braccio piegato sulle redini, mentre la destra arretra con il braccio aperto, in un atteggiamento fiero e altero. Il Gattamelata era pensato per pochi punti di vista privilegiati; qui il gruppo si offre a una visione a tutto tondo e spinge l'osservatore a girare intorno al basamento per coglierne ogni dettaglio.

A Leopardi, che interviene anche sul modellato, spettano la rifinitura ornamentale di armatura, elmo, sella e bardature e i tratti marcati del volto, conformi alla ritrattistica ufficiale veneziana. Questi coprono il viso più idealizzato pensato da Verrocchio, che derivava da una testa romana d'età imperiale già impiegata in altre sue sculture. L'invenzione dell'opera resta comunque del maestro fiorentino.

Innovazioni

Scheda

Legami