Monumento equestre di Erasmo da Narni detto il Gattamelata

Donatello · 1446-1453 · Piazza del Santo, Padova · Padova

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Statua equestre in bronzo (340 × 390 cm) che Donatello fonde tra il 1446 e il 1453 per il sagrato della basilica del Santo a Padova. A commissionarla sono con ogni probabilità gli Eredi di Erasmo da Narni detto il Gattamelata (la vedova Giacoma della Leonessa e il figlio Giannantonio), il condottiero detto Gattamelata, comandante delle truppe di Venezia, scomparso nel 1443. La statua poggia su un alto basamento di pietra, decorato con due finte porte e rilievi marmorei di angeli e stemmi, che evoca un mausoleo e ha funzione di cenotafio. È il primo grande monumento equestre laico dell'età moderna.

Analisi

Nel Quattrocento l'immagine del cavaliere in bronzo evoca subito la gloria dei trionfi romani, le statue che l'Urbe dedicava ai suoi imperatori e generali e che le pagine di Livio, Plinio e Svetonio avevano reso celebri. I precedenti con cui lo scultore fa i conti sono tre: i cavalieri trecenteschi delle Arche Scaligere, il condottiero a cavallo affrescato da Paolo Uccello nel Monumento equestre a Giovanni Acuto (John Hawkwood) e, sopra tutti, il bronzo antico del Marco Aurelio in Campidoglio.

Il modello antico, però, è adattato al vero. Il volto, pur idealizzato, è un ritratto del condottiero; ma tutto il resto, dalla capigliatura corta alla postura solenne, dalla corazza alla spada fino alle bardature ornate all'antica, lo trasforma in un nuovo Cesare. La figura è statica e priva di gesti enfatici; solo la diagonale della spada e del bastone del comando suggerisce il movimento, insieme alla zampa anteriore del cavallo appena sollevata, che per ragioni tecniche e statiche poggia su una palla di cannone. Sull'esempio del bronzo capitolino, il gruppo va osservato da tre posizioni: di fronte e dai due fianchi.

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