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Monumentale mosaico di Jacopo Torriti (1296) nel catino absidale di Santa Maria Maggiore a Roma. La Vergine e Cristo sono seduti al centro su un trono iscritto in un disco azzurro stellato (il cosmo), con Luna e Sole ai piedi. Il figlio incorona la madre. Ai lati, in proporzione gerarchica, angeli, committenti (papa Niccolò IV e cardinale Jacopo Colonna, inginocchiati), santi Pietro, Paolo, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Francesco e Antonio da Padova. In alto girali d'acanto con colombe, pavoni e pellicani. Sviluppa il tema iconografico gotico francese dell'Incoronazione inserendolo nella tradizione musiva romana.
Il mosaico rappresenta la sintesi dell'arte romana duecentesca: Torriti parte dal tema iconografico gotico francese dell'Incoronazione e lo inserisce in un contesto di elementi musivi romani antichi e paleocristiani. Il risultato si distingue per ricchezza e varietà, preziosismo dei dettagli, morbidezza degli incarnati (soprattutto nei volti di Cristo e della Vergine), plasticità e complessità dei motivi decorativi. In confronto alle rigide volute d'acanto del catino di San Clemente (realizzate un secolo prima), le volute torritiane appaiono morbide e naturalistiche. L'inclusione dei santi francescani Francesco e Antonio riflette l'appartenenza al francescanesimo di papa Niccolò IV, committente dell'opera.