Apri la scheda interattiva →
Grande fontana civica in marmo, pietra e bronzo commissionata dal Comune di Perugia: è l'estremo lavoro documentato di Nicola Pisano, che la scolpisce insieme al figlio Giovanni Pisano; nel 1278 è già in opera davanti al Palazzo dei Priori, dove risiedeva il governo di Perugia. Su due bacini a più lati, uno sopra l'altro, si alza un fusto che regge un catino di bronzo, sormontato a sua volta da tre figure femminili in bronzo con le brocche; in origine lo coronavano il leone e il grifo, simboli della città. Rilievi e statue compongono una sorta di enciclopedia della storia umana, a gloria di Perugia.
Il bacino basso, in marmo bianco, conta venticinque facce, ognuna con una coppia di rilievi, divise fra loro da colonnine scolpite. Quello superiore ha dodici lati concavi e lisci in pietra rosata di Assisi, scanditi da ventiquattro statue collocate agli angoli.
Il programma riunisce cicli sacri e profani: storie dell'Antico Testamento, episodi della storia di Roma, lo Zodiaco, le Arti, i santi protettori e le personificazioni di Perugia, che ne celebrano l'origine e la grandezza. Lo stile rivela le due mani. I tratti più apertamente gotici si concentrano nelle formelle della vasca bassa, mentre le figure allegoriche agli angoli di quella alta, come la Perusia Augusta, hanno forme più sobrie e classicheggianti e trasmettono la forza e la solenne nobiltà tipiche di Nicola.