Dama col mazzolino

Andrea Verrocchio · 1475 circa · Museo Nazionale del Bargello · Firenze

Dama col mazzolino, Andrea Verrocchio Apri la scheda interattiva →

Busto-ritratto in marmo (h. 60 cm) di Andrea Verrocchio, verso il 1475, oggi a Firenze, nel Museo Nazionale del Bargello. Nella sua bottega, che ospita giovani come Botticelli, Perugino, Ghirlandaio e Leonardo, le conquiste della generazione precedente vengono riprese e adattate a un gusto più incline alla sensibilità raffinata e alla dolcezza degli affetti. Con questo busto Verrocchio inventa una formula che la scultura marmorea italiana non conosceva: abbassa il taglio del busto all'altezza della vita, una soluzione presa dalla pittura fiamminga, e fa entrare nell'immagine le mani della dama.

Analisi

Del ritratto dell'ignota gentildonna Verrocchio mette in risalto il volto assorto e le mani lunghe ed eleganti, raccolte sul petto a stringere un mazzolino di fiori. Il piccolo bouquet è il perno visivo e il centro narrativo attorno a cui si concentra la vita interiore della figura, ma è anche lo stratagemma formale che permette di superare il consueto taglio delle braccia ai gomiti. Mani e avambracci, con inclinazioni diverse, danno movimento e vitalità a tutta la figura, pensata per stare al centro di uno spazio aperto.

La rigidità dei busti tradizionali lascia così il posto a una resa sentimentale e psicologica. La stessa posa delle mani incrociate si può immaginare nella parte inferiore, oggi tagliata, del Ritratto di Ginevra Benci dipinto da Leonardo, allievo di Verrocchio.

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