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Olio su tavola (93,7 × 62,5 cm), attribuito a Bramante e forse commissionato da Ascanio Sforza per l'abbazia cistercense di Chiaravalle. Raffigura Cristo legato alla colonna con le vene arrossate e la pelle percorsa da lacci. Il dipinto rivela il confronto con la pittura leonardesca nello sfumato atmosferico del paesaggio, nella resa luministica e nella potente espressività della figura. Rivela anche l'influenza della pittura fiamminga nella resa analitica del carnato.