Figlio di Francesco Sforza e fratello di Ludovico il Moro, fu cardinale dal 1484 e vicecancelliere della Chiesa, uomo politico di primo piano e determinante nell'elezione di Alessandro VI. Cumulò numerosi benefici ecclesiastici, tra cui la commenda dell'abbazia cistercense di Chiaravalle Milanese, e in questa veste è stato indicato come probabile committente del Cristo alla colonna dipinto da Bramante per l'abbazia, oggi alla Pinacoteca di Brera. La sua committenza si intreccia con la politica culturale della corte sforzesca, che negli stessi anni impiegava Bramante e Leonardo a Milano.