Apri la scheda interattiva →
Commissione di Giulio II per collegare i Palazzi Vaticani e la villa del Belvedere. Bramante propone un'innovativa soluzione architettonico-paesaggistica: trasforma la vasta area a nord della basilica in un enorme spazio aperto articolato su più livelli altimetrici, con terrazzamenti collegati da scalinate e conclusi da una grande esedra. Due braccia porticati paralleli sviluppano gli ordini architettonici vitruviani (dorico-tuscanico, ionico, corinzio). Il cortile era concepito anche come spazio espositivo per la raccolta di statue antiche di Giulio II.
Il Cortile del Belvedere è il progetto urbanistico più ambizioso di Bramante e il primo grande esempio di architettura paesaggistica del Rinascimento. La soluzione risolve un dislivello notevole tra i Palazzi Vaticani e la villa del Belvedere attraverso una sequenza di terrazze collegate da scalinate, creando una lunga prospettiva unitaria — lo 'scenografico effetto' di cui parla Vasari — che sarà modificata dalla costruzione di corpi di fabbrica trasversali. L'esedra sulla sommità, dove Bramante colloca la Pigna medievale, dialoga con il paesaggio e funziona come punto focale della composizione. Il progetto rivela la continuità simbolica che Giulio II intende affermare tra la grandezza della Roma imperiale e la Roma papale.