La grande incisione a bulino di Antonio Pollaiolo (384 × 589 mm) raffigura una battaglia tra dieci uomini nudi, forse ispirata ai combattimenti mitologici dei sarcofagi antichi. È uno dei primi esempi italiani di incisione a bulino su lastra metallica, tecnica proveniente dall'Europa settentrionale. Pollaiolo sfrutta il linearismo della tecnica per sviluppare la sua ricerca sulla raffigurazione del corpo umano in movimento, evidenziando la tensione delle diverse masse muscolari.
Quest'opera è fondamentale per la storia della grafica italiana rinascimentale. Insieme a Mantegna, Pollaiolo è tra i primissimi in Italia a sperimentare l'incisione a bulino, preferendola alla tradizionale xilografia. La tecnica si concilia perfettamente con la propensione di Pollaiolo per il segno grafico e i contorni ben definiti derivanti dalla sua formazione da orafo e dalla tecnica della niellatura. Il campionario di nudi maschili in movimento elaborato avrà notevole fortuna, influenzando Francesco Squarcione, e Michelangelo.