Rilievo in marmo con l'allegoria di Dicembre, una delle formelle del ciclo dei Mesi scolpito nel XIII secolo sull'intradosso degli archi del portale maggiore della Basilica di San Marco, a Venezia. La decorazione del portale centrale spetta a maestranze venete cresciute nei cantieri della pianura padana: gli archi accolgono, fra ghiere esterne e intradossi, profeti in serie, animali dal significato simbolico, figure allegoriche delle virtù e le dodici personificazioni dell'anno. Rispetto ai rilievi di gusto bizantino della stessa basilica, queste sculture recuperano il naturalismo e costruiscono le figure per piani, come nelle cattedrali emiliane e soprattutto francesi.
Nel Duecento, dopo la presa di Costantinopoli del 1204 da parte dei crociati, a cui Venezia partecipa, la ricchezza affluita in laguna si traduce in un vasto rinnovamento della basilica marciana, che si concluderà solo nel secolo successivo. Le pareti esterne si rivestono di marmi, le cupole vengono sopraelevate da strutture lignee a bulbo coperte di lamine di piombo e la facciata si arricchisce di mosaici, rilievi e spoglie bizantine, come la Quadriga bronzea (copie sulla facciata della basilica di San Marco) collocata proprio sopra il portale centrale. Il registro basso della fronte, che coincide con il nartece, è ritmato da portali a strombo inquadrati da colonne raggruppate e sovrapposte in due livelli.
Nel corredo scultoreo convivono due linguaggi. Molti rilievi della prima metà del secolo, come le lastre con Cristo e gli evangelisti un tempo nell'iconostasi (San Marco evangelista (pannello della facciata nord)), traducono in marmo i modelli degli avori bizantini con un linearismo raffinato. Le sculture del portale maggiore guardano invece all'Occidente: i mesi sono figure concrete, dai volumi scanditi per piani netti, secondo un gusto che richiama il cantiere di Benedetto Antelami e la scultura gotica francese.