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Basilica palatina di Teodorico costruita nel 505, originariamente dedicata al Salvatore. Nel IX secolo viene rinominata Sant'Apollinare Nuovo quando le spoglie del santo sono trasferite da Classe. Nell'età giustinianea, il vescovo Agnello (metà VI secolo) ne rinnova completamente l'apparato musivo della navata centrale.
La chiesa di Sant'Apollinare Nuovo fu eretta da Teodorico intorno al 505 come cappella palatina ariana. A pianta basilicale a tre navate con abside semicircolare, si distingue per il rivestimento musivo delle pareti della navata centrale, sviluppato su tre registri sovrapposti. I mosaici del registro superiore, ritenuti originali teodoriciani, raffigurano storie della vita di Gesù e figure di profeti. Il registro mediano presenta i mosaici della fase giustinianea (561 circa): la Processione delle sante vergini che muovono da Classe verso la Vergine in trono, e la Processione dei santi martiri che muovono dal Palazzo di Teodorico verso Cristo in trono. Questa campagna musiva, voluta dall'arcivescovo Agnello dopo la riconquista di Ravenna, cancellò sistematicamente le immagini legate all'eresia ariana, sostituendo le figure di cortigiani teodoriciani con le colonne di palme che ancora si vedono. Il complesso musivo di Sant'Apollinare Nuovo è considerato il più completo ciclo di mosaici ravennati e uno dei più significativi esempi di stratificazione storico-artistica.