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Affresco che ricorda l'episodio biblico di Eliodoro, inviato dal re di Siria a saccheggiare il Tempio di Gerusalemme e cacciato da angeli evocati dalla preghiera del sacerdote Onia. Il papa Giulio II è inserito trionfalmente sulla poltrona gestatoria. Il nucleo dinamico è costituito dal cavallo del messo divino che sta per calpestare Eliodoro, con figure travolte da furiosa energia.
La Cacciata di Eliodoro sviluppa il tema centrale della Stanza di Eliodoro: la protezione divina della Chiesa nei momenti di pericolo. L'episodio biblico, tratto dal Secondo libro dei Maccabei, mostra concretamente l'intervento di Dio contro chi tenta di violare il luogo sacro.
Raffaello accentua il carattere miracoloso attraverso una composizione fortemente dinamica. Il cavallo e il cavaliere irrompono nella scena con grande energia, mentre Eliodoro viene trascinato e colpito dagli angeli. A questa violenza si contrappone la presenza più stabile del gruppo sulla sinistra, guidato da Giulio II.
La presenza del papa collega direttamente passato biblico e presente. Giulio II non è rappresentato come protagonista dell'episodio, ma come testimone della protezione divina, trasformando il miracolo antico in una possibile allusione alla condizione della Chiesa nel suo tempo.
Anche l'architettura ha un ruolo importante: il grande spazio prospettico e monumentale amplifica la scala dell'evento e rafforza il contrasto tra la fragilità dell'uomo e la potenza dell'intervento divino. La scena unisce così narrazione biblica, teatralità e celebrazione del papato.