Apri la scheda interattiva →
Basilica dei frati minori a Napoli: sorge dal 1270 circa sulle fondazioni di un edificio paleocristiano, e il coro, ultimo a essere innalzato, la conclude nel giro di circa quindici anni. Nel Sud, dove il Gotico civile si afferma con il programma edilizio di Federico II di Svevia, sono gli ordini mendicanti a portarlo nell'architettura religiosa. Colpisce per la monumentalità e per l'innesto di elementi del Gotico d'Oltralpe sulla pianta tradizionale dei mendicanti: un'aula a navata unica, larga, con piccole cappelle laterali, un transetto appena sporgente e un coro semicircolare con deambulatorio e nove cappelle radiali di modello francese.
In alzato il contrasto fra navata e coro è ancora più evidente. La navata ha un carattere cistercense: pilastri composti, archi a sesto acuto poco slanciati, alte finestre ogivali senza vetrate colorate e un monumentale arco trionfale ribassato all'ingresso del transetto. Il coro, favorito dalla monarchia angioina succeduta agli Svevi, ha invece la leggerezza dei modelli francesi: ampie aperture, snelle lancette fra i costoloni della volta a raggiera e un rosone sopra il secondo arco trionfale, questa volta a sesto acuto.
Per spiegare lo scarto fra le due parti si sono fatti per il coro i nomi di Nicola Pisano o di Arnolfo di Cambio; l'ipotesi più convincente resta però quella di un progettista e di una squadra di costruttori francesi. Il coro presenta affinità con quello della Basilica di Santa Croce, anch'esso attribuito ad Arnolfo.