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Affresco appartenente alle lunette della Cappella Sistina, con Aminadab e sua moglie, figure appartenenti alla genealogia di Cristo. Michelangelo adotta una rappresentazione estremamente semplificata, con pennellate rapide e figure costruite attraverso pose e torsioni molto differenti. Il contrasto tra i due personaggi evidenzia la libertà crescente dell'artista rispetto alla tradizionale ricerca di naturalezza e armonia rinascimentale.
Nella lunetta Michelangelo rappresenta Aminadab e sua moglie con due atteggiamenti volutamente molto diversi. Aminadab appare rigido, frontale e composto, mentre la moglie è rappresentata in una posizione più dinamica, mentre si sistema i capelli attraverso una forte torsione del corpo.
Il contrasto tra le due figure mostra come Michelangelo stia progressivamente abbandonando l'ideale rinascimentale basato su equilibrio, proporzione e imitazione della natura. Il corpo viene invece deformato e utilizzato come strumento espressivo: la torsione, la posizione e il colore diventano elementi autonomi della composizione.
La pittura più rapida e sintetica e i colori cangianti accentuano questa nuova libertà formale, anticipando alcuni caratteri fondamentali della pittura manierista.