Ambone dell'Epistola

Prima metà del XII secolo · Basilica di Santa Maria Assunta, Duomo di Ravello · Ravello

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Ambone della prima metà del XII secolo nella basilica di Santa Maria Assunta, il duomo di Ravello, cittadina legata ad Amalfi. Prende il nome dall'uso liturgico: dall'ambone, che sorge nella nave maggiore sul lato destro rispetto all'altare, si leggono durante la messa i testi epistolari del Nuovo Testamento. È un raro esempio del tipo a doppia rampa, di derivazione romana, ed è rivestito di marmi policromi e pietre dure: gli intarsi geometrici di gusto arabo si intrecciano a comporre il numero otto, simbolo cristiano, mentre le transenne triangolari delle rampe raffigurano la storia di Giona.

Analisi

In Campania la tradizione classica e paleocristiana resta vitale: le chiese mantengono lo schema basilicale, ritoccato con soluzioni romaniche, e cantieri e botteghe si aprono insieme a motivi ornamentali del mondo musulmano, come gli archi acuti intrecciati della facciata della Cattedrale di Sant'Andrea ad Amalfi. Gli amboni di Ravello e di Salerno sono le testimonianze più significative di questo orientamento nel campo della scultura.

Nell'ambone di Ravello la decorazione unisce fonti diverse. Il disegno astratto degli intarsi viene dal mondo arabo, ma compone un segno cristiano: l'otto, numero legato alla Resurrezione. Anche la storia di Giona è rivisitata: al posto del grande pesce biblico compare la pistrice, creatura marina del mito antico che Amalfi aveva scelto fra i suoi simboli; il racconto biblico si carica così di un richiamo all'antico e all'identità della repubblica marinara. Nella stessa area, pochi decenni più tardi, l'Ambone Guarna della cattedrale di San Matteo adotta una cassa quadrangolare su colonne, sempre con motivi di gusto arabo.

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