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Tavola a tempera e oro (115 × 183 cm) che Lorenzo Monaco dipinge intorno al 1422 per il monastero di San Marco a Firenze; oggi è agli Uffizi. Pur senza indulgere a un eccessivo sfarzo, la scena conserva un tono elegante, con figure dalle pose leziose e dai costumi esotici. Le ombre nette che modellano visi e vesti restituiscono però corpi di una certa consistenza, e suggeriscono che il pittore conoscesse i dipinti di Masaccio; la capanna, invece, è costruita in modo intuitivo, lontanissimo dalla prospettiva geometrica.
Nella Firenze del primo Quattrocento lo stile internazionale non è un fenomeno marginale, ma una corrente di gusto parallela a quella umanistica e rinascimentale che proprio allora Masaccio, Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi stanno fondando. In questo clima variegato si forma Lorenzo degli Angeli (1365/1370-1424), religioso dell'ordine camaldolese, e per questo noto come Lorenzo Monaco.
L'intonazione devozionale della sua pittura gli impedisce di aderire del tutto al Gotico internazionale, per sua natura profano e cortese; dal nuovo stile, tuttavia, ricava il gusto per la linea elegante. L'Adorazione mostra bene questa posizione di confine: la grazia lineare delle figure convive con una prima ricerca di volume, mentre lo spazio resta affidato all'intuizione.