Il romanico della costa adriatica pugliese elabora un linguaggio di sintesi, in cui la struttura basilicale di matrice normanna accoglie ornati bizantini e islamici e una scultura di forte energia plastica. I portali si aprono entro protiri sorretti da leoni stilofori, incorniciati da fasci di colonnine e da archivolti popolati di intrecci vegetali, animali e figure fantastiche. Alla scultura in pietra si affianca la grande fusione bronzea: Barisano da Trani costruisce le sue porte come griglie di formelle a rilievo, con figure allungate e ripetute da matrici, secondo una tecnica che l'artista replica in più cattedrali del Mezzogiorno. Nell'arredo liturgico, la cattedra sorretta da telamoni piegati sotto il peso è l'esempio più celebre di questa scultura tesa ed espressiva.
Dopo la conquista normanna la Puglia diventa una piattaforma mediterranea aperta a Bisanzio e al Levante, e il porto di Bari si trasforma in meta di pellegrinaggio dopo la traslazione delle reliquie di san Nicola. Vescovi, abati e capitoli cattedrali, sostenuti dai proventi del pellegrinaggio e del traffico crociato, promuovono grandi cantieri urbani che fanno da modello all'intera regione.